Home News 60° anniversario di San Giuseppe Lavoratore, Bottalico: Acli sempre con i lavoratori

    60° anniversario di San Giuseppe Lavoratore, Bottalico: Acli sempre con i lavoratori

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    Oggi ricorrono i sessant’anni dall’istituzione della Solennità di S. Giuseppe Artigiano. Infatti, per celebrare il loro primo decennio di vita, il 1 maggio 1955 le Acli organizzarono a Roma una delle più grandi manifestazioni popolari mai viste fino ad allora. A Piazza del Popolo il presidente delle Acli, Dino Penazzato, tenne il discorso delle tre fedeltà e, nel pomeriggio, in Piazza S.Pietro, S.S. Pio XII istituì la Festa di S. Giuseppe Artigiano il 1 Maggio.

    In un messaggio in occasione di questa solenne ricorrenza il presidente nazionale delle Acli Gianni Bottalico scrive: «In questo anno in cui cade il Settantesimo anniversario delle Acli, che celebreremo il prossimo 23 maggio con un altro Pontefice, S.S. Papa Francesco, dobbiamo sentire forti e vive le ragioni della nostra missione tra la classe operaia, tra i ceti sociali subalterni e vittime della crisi, nella Chiesa e nella vita democratica. Oggi a differenza di allora i confini tra gli sfruttati e gli sfruttatori sono molto più difficili da identificare perché questi ultimi nascondono la loro vera natura attraverso il controllo dei mezzi di comunicazione e da parte nostra rischiamo un grave appiattimento sulla visione della realtà, sui giudizi e sulle strategie dei pochi padroni delle ferriere globali. Che questo 60° anniversario della Festa di San Giuseppe Artigiano, sull’esempio degli Aclisti che sono venuti prima di noi, sia l’occasione per svegliarci, per scuoterci dalla nostra autoreferenzialità, dal nostro imborghesimento, dalla distrazione che talora ci fa essere plaudenti e accomodanti con quei poteri che gestiscono uno sfruttamento del lavoro su scala globale come non si è mai visto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dobbiamo invece saper tradurre la nostra triplice fedeltà stando con i poveri e impegnandoci a sconfiggere le cause della disuguaglianza, dello sfruttamento, della guerra».